Le pentole antiaderenti, vengono spesso accusate di essere dannose per la salute. Nonostante ciò, per la loro comodità, continuano a essere molto utilizzate in cucina, soprattutto da coloro che hanno intenzione di dimagrire. Le pentole antiaderenti, infatti, consentono un tipo di cottura in grado di ridurre la quantità di olio, burro o altri grassi; sono inoltre pratiche, facili da pulire e non bruciano gli alimenti.

Queste pentole realizzate in acciaio, ghisa o alluminio hanno il fondo rivestito da uno strato di teflon, un materiale resistente e scivoloso che permette di preparare piatti senza l’aggiunta di grassi. Il teflon non reagisce a contatto con gli alimenti, a condizione che sia perfettamente integro e si utilizzi a temperature inferiori ai 200 gradi. Se queste condizioni non vengono rispettate, questo materiale rilascia PFOA (un acido) che può avere un effetto tossico e danneggiare la tiroide.

Se si è a dieta e si desidera realizzare piatti light, con pochi grassi aggiunti, utilizzando queste pentole, bisogna farlo prestando attenzione ai seguenti suggerimenti:

– non usare la pentola se graffiata (anche un piccolo graffio);

– non utilizzare queste pentole per friggere e per cotture prolungate, nelle quali è possibile superare i 200°; da usare invece per saltare gli alimenti e per tutte le preparazioni veloci;

– non lasciare la pentola vuota sulla fiamma;

– acquistare unicamente pentole con l’indicazione del produttore, del Paese di origine e con le caratteristiche allegate;

– per mescolare è necessario munirsi di utensili in silicone o in legno, che non graffiano;

– durante la pulizia, non utilizzare pagliette abrasive che possono graffiare la superficie.

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