Tra le diete, quella vegetale, è sicuramente quella che garantisce il maggior numero di soddisfazioni in termini di salute e valori nutrizionali. I piatti che fanno riferimento a questa dieta sono, al contrario di quanto si possa pensare, molto vari e colorati (esclude il consumo degli alimenti di origine animale). Ricordiamo che ci sono diversi filoni di vita vegetariana, che escludono dall’alimentazione la carne animale di ogni specie ed altri prodotti culinari che provengono all’allevamento.

Ovviamente alcune persone sono costrette a seguire una dieta vegetariana per motivi di salute (anche se l’Unicef sconsiglia le diete che escludono il latte animale durante l’allattamento). Molto importante ricordare, a quanti siano intenzionati a capire quali siano le potenzialità dei piatti della dieta vegetale, che alcune associazioni di medici sostengono che le diete vegetariane procurerebbero molti benefici rispetto ad una dieta carnivora: aiutano a impedire molti tipi di patologie.

Ovviamente occorre specificare anche i lati negativi dei piatti della dieta vegetale. Come prima cosa ricordiamo che è assente la vitamina B12 in tutti gli alimenti vegetali. Si consiglia dunque una aggiunta nei piatti in oggetto di un integratore a base di vitamina B12, per evitare conseguenze neurologiche. Controllare spesso i livelli della vitamina B12 risulta dunque un processo che si consiglia vivamente (i sintomi da carenza potrebbero essere difficili da riconoscere).

Durante il primo periodo di vita e nell’età dello sviluppo una dieta vegetariana rischia di causare una deficienze di ferro, zinco, vitamina D e calcio, senza contare un insufficiente apporto calorico. Per quanti abbiano utilizzato questo tipo di tecnica, ricordiamo che l’utilizzo di soia in una dieta vegetariana (per compensare il mancato apporto di proteine) può portare dei rischi (nella soia sono presenti fitoestrogeni e antinutrienti).

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