Colesterolo: cos’è e come si combatte

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Prima di tutto è bene chiarire che il colesterolo è una molecola lipidica costituita da quattro anelli policicloalifatici e una coda alifatica. La parola proviene dal greco ma è stata usata per la prima volta nel 1894. Da sottolineare che l’uomo produce in maniera autonoma la maggior parte del colesterolo necessario (per gli adulti si parla di 1 o 2 grammi al giorno); infatti solo una piccola porzione è assunta con l’alimentazione.

Le sue funzioni? In prima istanza regola la crescita e la divisione cellulare e poi si occupa della sintesi degli ormoni steroidei. Un’altra funzione piuttosto importante potrebbe considerarsi il lavoro che svolge per lo sviluppo embrionale.

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Detto questo è bene chiarire che, nel momento in cui si parla di colesterolo in medicina, non si intende il colesterolo chimico ma una classe di lipoproteine che troviamo nel sangue. La mortalità totale è minima per valori di colesterolemia totale compresi tra 160 e 200 ml/dl per gli uomini e tra 200 e 240 per le donne. Valori troppo bassi del colesterolo sono collegabili ad un aumentato rischio di morte causata da alcuni tumori, ictus cerebrali e polmonari mentre valori troppo alti sono da collegare ad un aumentato rischio d’infarto del miocardio.

A livello mondiale possiamo affermare con una certa sicurezza che nazioni che si nutrono in maniera determinante grazie a prodotti animali presentano delle colesterolemie minori di Europei o Nord Americani. Una persona che si nutra di cibi grassi produrrà più colesterolo. Per combattere il colesterolo non solo occorre consumare il giusto numero di proteine, ma si consiglia di inserire nella propria dieta anche la soia. Il colesterolo si sconfigge anche aumentando l’apporto di fibre, che creano un filtro che limita l’assorbimento di grassi e zuccheri.

Si consiglia vivamente poi di svolgere attività fisica che, come si sa, protegge il cuore ed accresce i livelli di HDL, abbassando il rischio di deposito del colesterolo. Per quel che riguarda gli alimenti possiamo consigliare verdure (che fungono da fonte di minerali e vitamine), agrumi (la vitamina C protegge le arterie) e legumi (ricchi di fibre e proteine vegetali).

Il colesterolo può essere anche buono

Tutti i lipidi sono molecole insolubili in acqua e quindi non possono circolare liberamente nel flusso sanguigno, ma devono essere trasportate da altre molecole, prevalentemente proteine, solubili in acqua. Gli acidi grassi liberi vengono trasportati tramite una proteina, l’albumina. I trigliceridi che assumiamo con l’alimentazione vengono inglobati all’interno di molecole chiamate lipoproteine.

Tra le lipoproteine più conosciute abbiamo la LDL (low density lipoprotein) e HDL (high density lipoprotein). Il compito di queste molecole è di portare i lipidi (soprattutto trigliceridi e colesterolo) dall’intestino al fegato e ai tessuti, e viceversa. Le LDL hanno il compito di trasportare il colesterolo dal fegato ai tessuti, dove viene utilizzato, mentre le HDL hanno la funzione opposta, in quanto prelevano il colesterolo dai tessuti e lo riportano al fegato.

Le LDL sono pericolose in quanto tendono a depositare il colesterolo sulla parete delle arterie, favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche. Al contrario, le HDL tendono a rimuovere il colesterolo ostacolando la formazione delle placche. Esiste dunque, un colesterolo “di tipo cattivo”, che è quello trasportato dalle LDL, mentre quello buono è quello trasportato dalle HDL.

Il livello di colesterolo totale nel sangue è la somma di quello presente nelle lipoproteine LDL e nelle HDL, e quindi non è un dato che determina in modo assoluto il rischio cardiovascolare, quello che conta è il rapporto tra colesterolo totale e HDL, che deve essere inferiore a 5 per l’uomo e a 4.5 per la donna. Un soggetto con colesterolo totale a 250 e colesterolo HDL (buono) a 80 ha un indice di rischio pari a 3.1 (assolutamente normale), mentre un soggetto con colesterolo totale a 250 e HDL a 40 ha un indice pari a 5 (a rischio).