Dieta Atkins

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La dieta Atkins, la base di tutte le diete low-carb!.

La dieta Atkins a basso livello di carboidrati, (o, come si dice anche, low-carb), ha ormai quarant’anni di applicazione alle spalle, ma è stata così diffusa e popolare come oggi soltanto negli ultimi 20. Alla base di tanto successo c’è un fatto semplice: la dieta Atkins mantiene regolarmente la sua promessa di far perdere peso in maniera significativa e duratura.

Il cardiologo Americano Robert C. Atkins ideò l’omonima dieta negli anni 70′ per prevenire e tenere sotto controllo il diabete mellito. Recentemente è salita alla ribalta, spinta da una massiccia campagna promozionale (è stata adottata da numerose stars di Hollywood come Jennifer Aniston and Renee Zellweger).

Simile per molti aspetti alla dieta metabolica, la dieta Atkins punta a mantenere costanti i livelli di insulina, limitando fortemente l’assunzione di carboidrati e inducendo il corpo a utilizzare i lipidi e le proteine come fonte energetica alternativa.

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Dieta Atkins

La dieta Atkins si compone di quattro fasi distinte. Il primo periodo è chiamato di Induzione; dev’essere seguito per almeno due settimane e serve ad abituare l’organismo a bruciare più efficacemente i grassi e a stabilizzare la glicemia.

Durante questa prima fase la dieta impone una forte limitazione dell’apporto glucidico, che non deve superare i 20 grammi al giorno (si noti che in 100 grammi di pasta si trovano circa 75 grammi di carboidrati).

Andranno pertanto evitati tutti gli alimenti ricchi di carboidrati, sia semplici che complessi (riso, pasta e cereali in genere, dolci, snack, patate, bibite zuccherate, marmellate, buona parte della frutta e anche diverse verdure). Si potranno invece mangiare: bistecche, pesce, formaggi, uova, vegetali a basso indice glicemico e condimenti vari (vanno evitati soltanto i grassi idrogenati presenti nelle margarine).

Nella seconda fase la dieta Atkins prevede un leggero aumento dell’apporto glucidico. La quota di carboidrati presenti nella dieta infatti, viene aumentata di 5 grammi al giorno, fino a quando non si raggiunge “il livello critico di carboidrati necessario per dimagrire”, variabile da persona a persona.

I piccoli incrementi glucidici (i famosi 5 g al giorno) vanno soddisfatti aumentando leggermente l’apporto di vegetali, di frutta non zuccherina e di quella secca. Anche in questa seconda fase la dieta Atkins vieta: pasta, pane, cereali, dolciumi e derivati.

Quando si è vicini al raggiungimento del peso ideale si entra nella terza fase. Durante questo periodo la dieta Atkins consiglia di aumentare l’apporto di carboidrati di 10 grammi alla settimana. Scopo di queste terza fase è di ridurre la perdita di peso a non più di 500 grammi alla settimana, preparando il corpo alla quarta e ultima fase di mantenimento.

Per il basso apporto di fibre, vitamine e minerali, dovuto al ridotto consumo di cereali e di alcuni tipi di frutta, i sostenitori della dieta Atkins consigliano di integrare il proprio menù con multivitaminici, antiossidanti e crusca.

A renderla così diversa da tanti altri piani dieta è, essenzialmente, una questione non tanto nutrizionistica quanto di atteggiamento. Il grande difetto di moltissimi tipi di dieta, soprattutto di quelli che compaiono continuamente sulla scena e sono nient’altro che mode momentanee, è che costituiscono una modifica soltanto temporanea delle proprie abitudini alimentari, o un calo estremo dell’introduzione di calorie che non è possibile mantenere a lungo.

Non la dieta Atkins: perchè in questo caso siamo di fronte ,più che a un semplice piano dieta, ad una vera concezione della porpria alimentazione,a un cambiamento di abitudini complessivo che punta ad un risultato di medio e lungo periodo, e non soltanto ad un rapidissimo – e ingannevole – dimagrimento che sia poi seguito da un ritorno alle vecchie modalità di alimentazione e ad un conseguente recupero di tutti i chili faticosamente persi.

Sono due i motivi fondamentali per cui la Dieta Atkins è così facile da seguire, e da trasformare nella propria abitudine alimentare: uno di tipo più psicologico, e uno molto pratico. Il primo è che la varietà di alimenti permessa dal piano rende possibile formulare pasti saporiti e gradevoli, e non condanna ad una serie di cibi insapori e insoddisfacenti -anzi, in un certo senso, consiglia di mangiare proprio gli alimenti che si preferiscono; il secondo è che la dieta non prevede cibi strani o difficili da trovare, e permette quindi di fare la spesa facilmente, o di trovare qualcosa di adatto a sé in qualsiasi ristorante – liberando da una grande quantità di difficoltà e complicazioni chi vi si sottopone.

E in fondo, proprio in questa varietà di cibi e facilità di reperirli sta la grandissima forza di questo genere di dieta. Non c’è obbligo di cercare a lungo rari prodotti dietetici, costosi e soprattutto difficili da rintracciare: preparare un pasto è una semplice questione di scegliere, nella lunga lista di cibi permessi, quelli che più ci attirano, e cucinarli in maniera semplice e rapida.

E come abbiamo detto, questo significa anche potersi concedere l’importante piacere, o la comodità, di un pasto al ristorante quando usciamo con gli amici o siamo di fretta. Non soltanto: la popolarità del piano dieta Atkins ha fatto sì che venisse messa in commercio tutta una serie di cibi già pronti, preparati secondo le regole della dieta, per chi è davvero sempre di corsa o deve pranzare in ufficio in mezz’ora di pausa. Una grande gamma di barrette per la colazione, gli spuntini, o perfino per il pranzo si acccompagna a frullati, gelato – e persino caramelle!

Con una semplicità del genere, e con i dati che dimostrano la sua ripetuta efficacia, la dieta Atkins si piazza sicuramente ai primi posti nella classifica dei piani dieta – ormai da vent’anni!