La dieta senza lieviti

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Il consumo di alimenti contenenti lieviti, può spesso provocare senso di pesantezza, gonfiore e mancanza di energie. L’estratto di lievito (utilizzato per pane e altri prodotti da forno), fornisce al nostro organismo vitamine, acido folico e sali minerali; contiene però purine, sostanze azotate capaci di infettare l’organismo, rallentare il metabolismo e affaticare gli organi emuntori (fegato, reni e pelle). Un apporto eccessivo di alimenti lievitati può causare altresì la candida vaginale.

Per evitare questi inconvenienti, è necessario eliminare i prodotti a base di lievito dalla propria alimentazione per un determinato periodo di tempo, in modo tale da consentire all’organismo di disintossicarsi e alle difese immunitarie e alla flora batterica di rinforzarsi.

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La dieta senza lieviti apporta 1400 kcal giornaliere e, seguita per un mese, consente di perdere 3-4 chili. Nello specifico, il programma è stato studiato per ridurre i centimetri in più localizzati sull’addome, causati prevalentemente dal gonfiore.

Se si vuole intraprendere questo tipo di dieta, le regole generali da seguire sono: condire e cucinare giornalmente senza superare i 20 ml di olio extravergine d’oliva e mezzo cucchiaino di sale; succo di limone e spezie si possono utilizzare liberamente; va eliminato il consumo di aceto di vino, dadi, frutta con guscio, alcolici, latte e formaggi stagionati; per dolcificare meglio usare 2 cucchiaini di miele al giorno oppure 2 cucchiaini di fruttosio; dopo i pasti principali si consiglia di bere un infuso di finocchio, in modo tale da contrastare il meteorismo (ovvero l’eccessiva presenza di aria nell’intestino).